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Youtube-MP3: estrarre musica dai video con un click. Ma è legale?

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La digitalizzazione è un’opportunità straordinaria: chi ha conosciuto il mondo analogico non può dimenticare che un tempo si accumulavano pile di documenti, oggi comodamente archiviabili in un PDF di pochi KB (il cui ingombro, puramente virtuale, non subisce neppure lo “scacco” della polvere).

Così come le fotografie, con i rullini da 12-24-36 pose da portare a sviluppare per poi scoprire una serie di istantanee mosse e sfocate: le fotocamere – ormai efficientissime su tutti i cellulari – hanno risparmiato ai più giovani molte delusioni.

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La digitalizzazione ha insomma limitato enormemente il consumo di spazio fisico, inventando al contempo quello “virtuale”: sono così nati hard disk di dimensione sempre maggiori, capaci di raccogliere le nostre intere esistenze. youtube-mp3

Vinili e musicassette? Un ricordo!

Anche la musica nel corso degli ultimi 20 anni ha subito cambiamenti radicali: messi in soffitta nastri e dischi a 45 o 33 giri, la nascita degli MP3 e degli altri formati “compressi” ha fatto sì che l’ascolto diventasse “portatile”.

Chi desidera portare con sé intere collezioni, oggi non deve far altro che archiviare dei files di pochi MB in un oggetto grande come un accendino.

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Contestualmente all’arrivo degli MP3 nasce però una questione “spinosa”, perché molte persone ben presto associano il nuovo formato all’idea di “musica gratuita”. youtube-mp3

DISCLAIMER

Questo articolo è pubblicato a scopo informativo e didattico "così com'è" ("As is"), e quanto racconteremo non toglie nulla al rispetto che si deve al copyright. Al sito senex.it e all'autore non può in alcun modo essere imputata qualsivoglia conseguenza scaturita dall'utilizzo delle informazioni qui contenute: il lettore è l'unico responsabile delle proprie azioni, e continuando a leggere dichiara implicitamente di aver capito e accettato tali condizioni.

Esistono infatti tante “strade” per ottenere qualunque traccia musicale senza l’esborso di un quattrino: è sufficiente usare un programma di file sharing come Emule o Torrent e il gioco è fatto.

La legge ovviamente vieta l’uso di tali strumenti per scaricare musica, e sin dalla fine degli anni ‘90 (quando esordì Napster) l’industria discografica ha lottato con le unghie e con i denti per mettere un freno alla condivisione selvaggia di opere sotto copyright.

Perché non “attingere” da Youtube, allora?

Altra opzione eccellente per ascoltare la propria musica preferita – non diciamo niente di nuovo – è Youtube, e se volete trovare un qualunque file audio nulla è più completo del portale oggi proprietà di Google.

Anche qui esistono numerosissimi sistemi che consentono di scaricare contenuto multimediale sull’hard disk, ma a riguardo è fondamentale porsi una domanda: sebbene possibile, questa operazione è legale o no?

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Che dice la giurisprudenza italiana – oggi – a riguardo?

Nell’interpretare la legge sul diritto d’autore, numerose sentenze della Cassazione, stabiliscono che il download di video o di file musicali da Internet non è reato se “per uso proprio”, ossia per scopi non commerciali: in linea di massima sembra insomma che il download da YouTube non sia illegale se non c’è “scopo di lucro”.

Non va però dimenticato che accettandone le condizioni d’utilizzo gli utenti approvano – consapevolmente o meno – quanto stabilito dalla proprietà, ossia che il download non è consentito. Violando tale divieto si commette insomma un illecito civile (in parole povere non si rispetta l’obbligo contrattuale) ma non un reato.

Diversa è invece la situazione per chi – dopo aver scaricato un file – lo condivide tramite un software peer to peer o lo pubblica in Rete (vale anche per ciò che si posta nella bacheca Facebook).

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Ma che cosa si intende per “lucro”? Secondo la Cassazione il vantaggio economico, “non può identificarsi con il semplice risparmio di spesa derivante dall’uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell’ingegno, al di fuori dello svolgimento di un’attività economica da parte dell’autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l’abuso”: il fatto potrà insomma essere rilevante solo sul piano amministrativo.

Sebbene la SIAE e l’industria discografica lottino per ribadire il contrario, alla luce delle più recenti sentenze della Cassazione, appare emergere il fatto che nella nostra giurisprudenza non esiste al momento una specifica norma che identifichi il reato legato al download per uso personale. youtube-mp3

Da Youtube a MP3: una fruizione “offline”

Avendo chiare le responsabilità attualmente identificate dalla legge, se il vostro desiderio è dunque quello di sperimentare l’ascolto offline – senza buffering e soprattutto senza consumare i giga della connessione mobile – vi segnaliamo quelli che al momento rappresentano due fra i principali siti di “stream ripping”: covert2mp3.net e convertfiles.com.

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Nell’homepage sarà sufficiente “incollare” l’url (ossia l’insieme di caratteri alfanumerici attraverso cui il browser visualizza una pagina Internet) copiato da Youtube, cliccare il pulsante “Convert” e dare un altro paio di conferme affinché venga estratta la traccia audio.

Questa operazione può essere utile nel caso, per esempio, si voglia riascoltare il podcast di una trasmissione radiofonica: sono numerosissime infatti le emittenti che mettono a disposizione registrazioni del proprio palinsesto ad uso di chi non ha potuto fruirne in diretta.

Music is my life!

Pur volendo ancora una volta sottolineare il fatto che – con tutta probabilità – per molti questo sistema può rappresentare semplicemente un escamotage utile a non consumare traffico dati (o ad evitare gli snervanti caricamenti che interrompono la riproduzione quando la connessione dati non è ottimale), ci preme in ogni caso concludere dicendo che se davvero amate la musica vi suggeriamo di “sostenerla” acquistandola tramite i canali preposti, garantendo così il rispetto dovuto all’artista e a tutte le persone coinvolte nel processo creativo, produttivo e distributivo.

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© Senex 2017 – Riproduzione riservata

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2 Comments

  1. Romina S.

    Ma quindi sulla bacheca Facebook non si possono condividere i video delle canzoni presi da Youtube?

    • senex

      Romina, buongiorno. Su questo punto occorre fare chiarezza.

      Su Facebook si possono condividere i video di Youtube (esiste un pulsante dedicato, così come per molti altri social).

      Ciò che si sconsiglia di fare è: scaricare una traccia, riutilizzarla per un proprio video e pubblicare il tutto in bacheca. Confidiamo che il suo dubbio sia stato risolto. Saluti.

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