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AGGIORNAMENTO 2019 ritardo stipendio

Nonostante le promesse ripetute ad ogni inizio anno scolastico, anche in questa stagione dobbiamo assistere al triste fenomeno dei supplenti pagati a singhiozzo e con forti ritardi.

Forse non tutti sanno, infatti, che i docenti “a termine” (eccezion fatta, di solito, per chi ha firmato un contratto al 30 giugno o al 31 agosto) si trovano costretti ad aspettare gli stipendi, che vengono liquidati anche con diversi mesi di ritardo.

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Pagati quando si trovano i fondi

Sebbene indispensabili per il regolare svolgimento dell’attività didattica, succede spesso che – nonostante abbiano firmato il contratto sin da settembre – i precari della scuola vengano pagati solo quando si trovano i fondi: nel frattempo, magari trovandosi a centinaia di chilometri da casa, sono costretti ad anticipare tutta una serie di spese improrogabili (vitto e alloggio in primis).

Il ritardo nei pagamenti spesso è originato dalle tempestiche necessarie alla registrazione dei contratti da parte delle scuole, oppure dalla presa in carico delle Ragionerie Territoriali che materialmente effettuano i bonifici: la vera causa del problema però spesso risiede nella mancanza dei fondi assegnati al MIUR per pagare i propri dipendenti.

Come difendersi

L’attesa delle cosiddette “emissioni speciali” diventa spasmodica, originando una situazione di difficoltà che lede i più elementari diritti.

Il mancato pagamento dello stipendio rappresenta una grave inadempienza da parte del datore di lavoro, in relazione alla quale il dipendente ha diritto sia al riconoscimento degli interessi che al risarcimento di eventuali danni legati al ritardo stesso.

Per tutelarsi i precari hanno a disposizione alcuni strumenti: il più semplice ed immediato è la “diffida di pagamento” da inviare sia all’istituto presso cui si presta servizio che alla Ragioneria dello Stato della provincia in cui si sta lavorando, propedeutica ad un eventuale decreto ingiuntivo (in questo caso ci si dovrà però rivolgere ad un avvocato e procedere al recupero forzoso delle somme non corrisposte).

La diffida interrompe la prescrizione, e mette in mora il debitore (comportando l’obbligo a liquidare anche gli interessi).

La diffida compilabile online

Al fine di aiutare chi si trova in difficoltà abbiamo preparato un modello nel quale si dovranno indicare tutti i dati, e che si dovrà poi solo stampare e firmare.

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Se vuoi scaricare il modello clicca qui!

Il modello dovrà poi essere inviato tramite PEC o raccomandata A/R, premurandosi di conservarne copia insieme alle ricevute di invio e di ricezione: qualora la situazione non venisse risolta in breve, tutta questa documentazione verrà allegata all’eventuale decreto ingiuntivo.

SENEX

© Senex 2018 – Riproduzione riservata


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