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Finisce la scuola, arriva la NASpI: breve guida per i docenti precari nella richiesta del sussidio di disoccupazione

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Guida NASpI Docenti – Aggiornamento 2019

La nostra fortunata «Guida NASpI» viene aggiornata per adeguarsi alla nuova interfaccia grafica del portale INPS, reso certamente più gradevole da un punto di vista estetico ma – al tempo stesso – un po’ meno intuitivo per quanto riguarda la “navigazione” tra le diverse opzioni.

In ogni caso non allarmatevi: le differenza nella compilazione della domanda sono davvero minime.

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Nonostante le promesse sembra proprio che l’ultima riforma dell’istruzione, voluta dal governo Renzi e nota come “Buona Scuola”, non abbia risolto la cosiddetta “supplentite”, ossia il ricorso ad insegnanti non di ruolo per coprire i buchi nell’organico docenti. sussidio sussidio sussidio

Come tutti gli anni dunque, costoro si ritrovano al termine dell’anno scolastico senza lavoro e senza stipendio: i più fortunati dal 1 luglio, molti altri sin dalla fine delle lezioni (o degli scrutini).

Che fare allora? L’unica opzione rimane quella di inoltrare all’INPS la domanda per il cosiddetto “sussidio di disoccupazione”, che nel corso degli ultimi anni ha cambiato più volte nome e attualmente viene detto NASpI o Nuova ASPI. Nella nostra breve guida proveremo a spiegarvi come fare per ottenerlo senza eccessive tribolazioni.

Primo step: accedere al nuovo portale INPS

Se non sapete come accedere all’area personale potete leggere il tutorial che abbiamo preparato, ma se siete già pratici vi basterà cliccare questo link e fare login per trovarvi nella pagina da cui procedere con l’inoltro della “Richiesta di disoccupazione NASpI”.

Secondo step: inoltro della domanda

Ci toccherà ora selezionare “NASpI”, poi “Indennità di NASpI” e quindi “Invio domanda” nel menù laterale.

Si aprirà un avviso che potremo tranquillamente chiudere (non credo riguardi alcun precario della scuola), iniziando così la compilazione delle voci richieste; in realtà, dovremmo trovare la schermata già perfettamente compilata con tutti i nostri dati: ci sarà solo da confermarne l’esattezza cliccando su “AVANTI”.

Il passaggio successivo è più delicato: la schermata dovrebbe infatti indicare già l’ultimo datore di lavoro, segnalandone anche la ragione sociale (il nome, insomma), il codice fiscale e il numero di matricola INPS, così come le date di inizio e fine del rapporto lavorativo: qualora però ci fossero inesattezze o mancasse qualche informazione, potrete sempre modificare i dati flaggando “NO” e facendo una ricerca nel database INPS.

Con tutta probabilità, per quanto concerne la voce “Motivo cessazione” la maggior parte di voi dovrà selezionare “Altro (Scadenza contratto…)”.

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La videata successiva sarà un semplice riepilogo della nostra posizione contributiva (riferita agli ultimi quattro anni).

Schermate NASPI Docenti 1-6

Nella schermata NASpI 1/6 verranno riportati ancora una volta i nostri dati personali: qui, in particolare, dovremo specificare l’ufficio INPS di competenza (quello che gestirà la nostra domanda), un numero di cellulare valido (qualora dall’ufficio avessero necessità di contattarci), titolo di studio (presumo “LAUREA”) e qualifica (dove sceglieremo la voce “IMPIEGATO/INSEGNANTE”).

Nella schermata NASpI 2/6 tutte le opzioni dovrebbero essere spuntate sul “NO”, eccezion fatta nel caso in cui foste titolare di assegno di invalidità o pensione rilasciata da altro ente. Per qualunque dubbio, potrete sempre cliccare sul simbolino simbolino.

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Nella schermata NASpI 3/6 per la maggior parte di voi la situazione sarà come quella visualizzata, ossia un flag sulla dichiarazione di poter far valere almeno 30 giorni di lavoro nei 12 mesi precedenti la disoccupazione, e poi quattro “NO” per tutte le tipologie di lavoro indicate (a meno che non possiate “vantare” altre attività oltre a quella dell’insegnamento, che siano esse subordinate, autonome o occasionali).

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Nella schermata NASpI 4/6 dovrete specificare se vi spettano delle detrazioni (il caso più comune, probabilmente, sarà quello delle “detrazioni per lavoro dipendente”) e/o l’assegno per il nucleo familiare. In ultimo, più semplicemente, si tratterà di indicare in che modo desiderate vi venga pagata la NASpI (con accredito su un conto corrente bancario oppure con ritiro della somma presso l’ufficio postale).

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ATTENZIONE!

Per il pagamento della prestazione è obbligatorio comunicare il proprio IBAN tramite il modello SR163 (lo potete scaricare direttamente da qui). Tale documento si potrà:

  1. stampare e consegnare fisicamente all’ufficio INPS di competenza;
  2. accludere online cliccando l’apposito pulsante “Allegati” presente nella “Schermata riassuntiva” (si legga poco più avanti, nel paragrafo “Inoltro domanda”);
  3. inoltrare tramite PEC (a riguardo vi segnaliamo un articolo in cui ne sono illustrati tutti i principali vantaggi).

Cliccando qui potrai visualizzare l’elenco completo delle PEC INPS con tutti gli indirizzi di Posta Elettronica Certificata.

Nella schermata NASpI 5/6 si dovrà solo segnalare la propria qualifica: ad esempio, “professore di” seguito dall’ambito disciplinare.

Nella schermata NASpI 6/6 si dovranno invece mettere due flag, così da confermare all’INPS la veridicità di quanto dichiarato nella domanda e il proprio impegno a comunicare tempestivamente eventuali situazioni che facessero mancare i presupposti per il riconoscimento del sussidio.

Inoltro domanda

Una videata riassuntiva riepilogherà quindi tutti i dati che abbiamo inserito, e il sistema ci chiederà se siamo pronti ad inoltrare la domanda (premendo su “CONFERMA”): qualora avessimo ancora dubbi su cui preferiamo riflettere, è possibile salvare il lavoro svolto “congelandolo” in attesa dell’invio (pulsante “SALVA E ESCI”).

Accertato che tutto sia in regola e dato l’ok, si aprirà un’ultima pagina riportante il numero di protocollo con cui è stata registrata la nostra richiesta, accompagnato da un ulteriore riepilogo di quanto dichiarato. A questo punto potremo salvare in formato PDF (e/o stampare) sia la domanda che la ricevuta (suggerisco di farlo subito per potersi riferire, nel caso ci fosse bisogno, a dei dati certi), per poi recarci presso il Centro per l’impiego di riferimento dove presentare la DID e sottoscrivere il PSP, in attesa che venga riconosciuto quanto dovuto.

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Non preoccupatevi infine se controllando la vostra situazione sul portale INPS, doveste leggere “domanda sospesa in attesa di istruttoria”: è il burocratese con cui ci viene comunicato che qualcuno sta lavorando la nostra pratica, niente di più.

Considerazioni conclusive

La presente guida non pretende di essere esaustiva riguardo tutte le situazioni possibili, ma solo di aiutarvi nella compilazioni dei casi che potremmo definire “standard”: per qualunque difficoltà consiglio di rivolgersi al numero verde 803.164 (06.164164 se si chiama dal cellulare), al quale troveremo sempre qualcuno pronto ad aiutarci su eventuali dubbi (anche inerenti la compilazione della stessa domanda online).

senex scuola

Se ci fossero difficoltà altre (documenti mancanti, dichiarazioni inesatte etc) non temete: sarà l’ufficio INPS di competenza a contattarvi prontamente.

SENEX

© Senex 2016 – Riproduzione riservata


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    Nella nostra guida spiegheremo ai docenti precari come ottenere la disoccupazione NASpI inoltrando la domanda da soli, online.
    naspi docenti, naspi docenti

    1. Cristina B.

      Buongiorno, sto procedendo con la domanda NASPI ed ho verificato che all’INPS non risultano i contributi EMENS relativi alle supplenze svolte nell’ultimo anno scolastico: se inoltro comunque, potrebbero rifiutarmi la richiesta?

      • senex

        Buongiorno a lei, Cristina. Già diversi utenti ci hanno scritto a riguardo, e a tutti rispondiamo che è certamente opportuno sistemare la questione prima di incontrare difficoltà nell’erogazione del sussidio NASpI.

        Il comportamento migliore è – a nostro avviso migliore – quello di contattare la segreteria della sua scuola, ma qui potrebbero obiettare che essendo il Ministero del Tesoro a pagare tocchi a loro anche l’incombenza EMENS.

        La questione può essere spinosa, e persino i sindacati che abbiamo interpellato non sono sembrati certi della risposta: l’unica cosa sicura è che occorre attivarsi prontamente per risolvere il problema non appena se ne dovesse venire a conoscenza.

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