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Il tempo – ahimè – passa per tutti, ma i ricordi restano nella memoria: in questo mondo di nativi digitali, chi è ormai entrato negli “anta” non potrà dimenticare quando i primi PC entrarono nelle vite di ciascuno, rivoluzionando molte abitudini e – soprattutto – il nostro modo di giocare. vecchi videogiochi

Sin dagli esordi dell’informatica, una fetta importante del software venne infatti pensata a scopo ludico: il computer non doveva essere solo uno strumento di lavoro, ma anche una Game Machine capace di intrattenere l’utente e condurlo in un mondo di divertimento virtuale.

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Come dimenticare tutti quei blockbuster che ci hanno accompagnato durante infanzia e adolescenza? Chi ha avuto l’accortezza di traslare i propri titoli preferiti attraverso l’evoluzione dei supporti (dai primi floppy 5¼ e 3½, fino alle più moderne chiavette USB passando per i CD) potrebbe ogni tanto sentire il desiderio di riprenderne in mano uno ma… non si può fare! L’evoluzione tecnologica rende impossibile avviare programmi compilati per processori a 8 o a 16 bit sulle macchine più moderne.

Dovremo quindi custodire la memoria e sopire il desiderio di rispolverare antiche passioni? Neppure per sogno! Esiste una soluzione, ed ha un nome fortemente evocativo: DosBox.

Come installare DosBox

Per far resuscitare tutto il vostro amato software anni ’80 e ’90 – ovviamente la procedura descritta non vale solo per i giochi, ma anche per ogni file .exe progettato in ambiente DOS – occorre per prima cosa scaricare DosBox.

Cliccando sul pulsante di download verrete trasferiti al sito soundforge.net, un sito dedicato al software open source: per evitare errori non cliccate nulla, limitatevi ad aspettare che il countdown abbia termine e poi salvate il file (vedi jpg).

L’installazione è rapida e intuitiva: dovrete ovviamente accettare la licenza, poi specificare la directory in cui risiederà DosBox. Pochi secondi e tutto sarà pronto per l’uso.

Come usare DosBox

Per usare DosBox dovrete avere una minima dimestichezza con il vecchio sistema operativo: nulla di cui preoccuparsi, comunque.

Avviato il programma si apriranno due finestre: una resterà in background, mentre l’altra sarà quella attiva con cui interagiremo.

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Ora si tratta di “montare” il disco virtuale in cui copiare i nostri giochi: ipotizzando che si trovino nella directory “Games” del disco “I”, il comando sarà grossomodo questo…

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La dimestichezza cui accennavamo prima servirà per muoversi fra le cartelle alla ricerca dei file preferiti: una volta “entrati” nel disco virtuale appena creato, i comandi da usare saranno per lo più i classici cd (per cambiare directory) e dir (meglio se accompagnato dal parametri /P o *.exe, per ottimizzare la consultazione delle cartelle e dei files).

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Ricordiamoci che il DOS consentiva nomi non più lunghi di 8 caratteri: per tale ragione potreste trovarvi di fronte a file troncati al 6° carattere (con in aggiunta il simbolo ~, detto “tilde”, e un numero progressivo).

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Per digitare la “tilde” vi basterà tenere premuto il tasto “Alt” e in sequenza i numeri 1-2-6 sul tastierino numerico della vostra tastiera: risolto l’inghippo, si rintraccia il nome del gioco e lo si scrive senza estensione (che sarà .exe o .com).

Ora non resta che premere “Invio”.

Indietro nel tempo

Il gioco parte, ed è ormai tutto pronto per questo salto nel tempo di decine d’anni: per gustare meglio la visione vi consigliamo di massimizzare lo schermo con la combinazione Alt+Invio (utile anche per uscire dalla modalità “Full Screen”).

Ricordatevi che la maggior parte di questi giochi non sono più commercializzati da tempo, ma si possono reperire attraverso diversi canali.

Che cosa si intende con “Abandonware”

I programmi che rientrano nella definizione di abandonware non vengono più commercializzati perché ormai non hanno mercato (talvolta la stessa software house che li ha creati ha cessato di operare da tempo).

Tale concetto però giuridicamente non implica la cessazione del diritto d'autore: tecnicamente la loro divulgazione può rappresentare un atto di pirateria informatica, ma il silenzio del detentore del copyright fa sì che la distribuzione venga comunque tollerata.

Noi vi segnaliamo il fornitissimo sito Best Old Games, nel quale potrete davvero ritrovare “perle” che si pensavano scomparse per sempre… che l’Amarcord abbia inizio!

SENEX

© Senex 2018 – Riproduzione riservata


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