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Probabilmente molti non sanno che ChatGPT può essere utilizzato anche attraverso una sorta di “linguaggio dei comandi”: e non stiamo parlando di formule magiche o di qualche codice da nerd, ma di un banalissimo “slash” da anteporre alle istruzioni così da richiamare rapidamente un determinato modo di lavorare.
L’idea è semplice, ma apre scenari decisamente interessanti: invece di scrivere ogni volta un prompt lungo per spiegare all’intelligenza artificiale come vogliamo che affronti una richiesta, possiamo utilizzare delle “scorciatoie”, ossia indicazioni che richiamano capacità e strumenti “nascosti”… andiamo a scoprire di che si tratta!!! 🤩
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Dallo spiegare al ragionare: basta uno slash
Partiamo da un esempio molto semplice.
Stiamo studiando la relatività generale e chiediamo a ChatGPT di spiegarcela: probabilmente otterremo una risposta corretta, ma magari ancora anche molto “tecnica”…
Con /eli5 possiamo invece chiedere di affrontare lo stesso argomento nel modo più semplice possibile, utilizzando analogie, esempi concreti e un linguaggio adatto anche a chi parte da zero, quasi come se il destinatario fosse un bambino.

E se il problema non è capire bensì ricordare, basta cambiare approccio: pensiamo a qualcosa tipo /mindmap Rivoluzione Francese… La richiesta suggerisce di trasformare le informazioni in una mappa mentale, collegando cause, protagonisti, avvenimenti e conseguenze.
O ancora /timeline Storia di Internet: in questo caso l’obiettivo diventa organizzare il materiale cronologicamente, evidenziando le tappe più importanti.
Esempi banali? In realtà no, perché il punto è proprio questo: la qualità della risposta non dipende soltanto da ciò che chiediamo, ma anche da come chiediamo di elaborarlo.
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/humanize, /truthmode e /devils-advocate: tre “superpoteri” diversi
Gli slash commands diventano interessanti perché smettono di occuparsi soltanto del formato e iniziano a modificare il modo in cui realmente si affronta un problema.
Pensiamo a /humanize: possiamo utilizzarlo davanti a un testo per chiedere una scrittura più naturale, meno rigida e meno “artificiale”; una mail aziendale, un articolo, una presentazione o persino un post possono essere rielaborati cercando un tono più spontaneo e personale.
Con /truthmode invece cambiamo prospettiva: l’obiettivo è chiedere all’IA di distinguere con maggiore attenzione tra fatti verificati, deduzioni, ipotesi e informazioni incerte; è particolarmente utile quando ad esempio stiamo affrontando argomenti nei quali è facile confondere una possibilità con una certezza.
E poi c’è /devils-advocate, uno dei comandi più “divertenti” dell’intera raccolta…

Immaginiamo di avere un’idea per una nuova app e di essere convinti sia fantastica: possiamo chiedere a ChatGPT di comportarsi da “avvocato del diavolo”, trovando le obiezioni, evidenziando le debolezze, individuando ciò che potrebbe non funzionare; invece di utilizzare l’IA come una macchina che ci dà sempre ragione la trasformiamo temporaneamente nel nostro critico più severo.
A questo si può aggiungere /sentinel, pensato come una modalità di controllo: quali rischi stiamo ignorando? Quali certezze abbiamo dato per scontate? C’è qualche contraddizione? Manca qualche elemento importante?
È un piccolo cambio di mentalità, ma significativo: a ChatGPT non domandiamo più soltanto di produrre qualcosa, gli chiediamo di mettere alla prova ciò che stiamo facendo.
Quando ChatGPT smette di essere soltanto una chat
La parte più spettacolare arriva quando utilizziamo questi comandi per manipolare le informazioni in qualcosa di visivo.
Con /handwritten possiamo chiedere, per esempio, di trasformare un argomento scolastico in una pagina di appunti dall’aspetto scritto a mano, con titoli evidenziati, frecce, riquadri, parole chiave e piccoli disegni; con /sticky-notes possiamo invece ricevere lo stesso contenuto come una parete piena di post-it organizzati per categorie, mentre /flowchart è perfetto per rappresentare procedure e processi, così come /quadrant può trasformare un confronto in una matrice 2×2. Senza dimenticare i comandi più “scenografici”…
Provate /explodedview Ferrari F40…

L’idea è quella di ottenere un’immagine “esplosa” dell’automobile, con carrozzeria, motore, sospensioni, freni e altri componenti separati visivamente, come in una tavola tecnica; oppure /xray Ferrari F40, con cui cambiamo ancora una volta il punto di vista, rappresentando la struttura interna come se potessimo guardare “attraverso la carrozzeria”.
La vera forza? Usarne più di uno alla volta!
Una cosa che rende davvero inesauribile questo approccio è la possibilità di combinare più comandi: per esempio /eli5 /visualize-learning /handwritten fotosintesi significa, idealmente, “spiega la fotosintesi in modo semplicissimo, trasformala in un contenuto pensato per essere studiato e rappresentala come una pagina di appunti scritti a mano”.
Oppure /decision-matrix /sentinel Quale notebook comprare? Qui possiamo prima costruire una matrice per confrontare prezzo, prestazioni, autonomia e portabilità e poi sottoporre la scelta a un controllo critico, alla ricerca di criteri mancanti o possibili errori di valutazione.

Per una nuova idea di business potremmo persino provare /brainstorm /devils-advocate /red-team, con cui prima generiamo diverse possibilità, poi le critichiamo e infine cerchiamo deliberatamente di “romperle”, proprio come farebbe un avversario che vuole dimostrare perché quella soluzione non funziona.
Ed è forse questo, in fondo, il concetto più interessante dietro agli slash commands: non sono semplici comandi da memorizzare, ma modi diversi di pensare insieme all’intelligenza artificiale.
Una cheat sheet da tenere a portata di mano
Bene. Ma se i comandi diventano tanti, come fare per ricordarseli tutti?
Per ovviare a tale difficoltà abbiamo raccolto per voi una cheat sheet completa, organizzata in categorie e pensata per essere consultata rapidamente: al suo interno troverete comandi dedicati allo studio e all’apprendimento, quelli per visualizzare le informazioni, strumenti per prendere decisioni, modalità di analisi critica, scrittura, ricerca, programmazione e tanto altro.
La lista si può scaricare in PDF cliccando sul pulsante qui sopra, pronta da utilizzare mentre lavoriamo con ChatGPT: perché probabilmente il vero salto di qualità nell’utilizzo dell’IA non consiste nel trovare il prompt perfetto, quanto piuttosto nel sapere attraverso quale prospettiva sia opportuno – di volta in volta – interrogarla.
SENEX
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