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Negli ultimi giorni tra i partecipanti al TFA INDIRE è emerso un dubbio che ha suscitato forte preoccupazione: durante alcuni incontri tra l’ente e i corsisti si sarebbe infatti parlato di un obbligo di frequenza integrale ai laboratori, come se non fosse consentita assenza alcuna dagli stessi.

Una notizia che ha subito generato ansia tra chi già deve conciliare l’iter di formazione con gli impegni lavorativi e/o personali: ma è davvero possibile che venga imposto un limite così rigido, senza un minimo di flessibilità?

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Il limite stabilito dal bando: 10% di assenze complessive

Partiamo da un dato di fatto: il bando sembra affermare chiaramente che è permesso assentarsi fino a un massimo del 10% sul totale delle attività formative (siano esse lezioni teoriche oppure laboratori).

Ai fini del calcolo non parrebbe dunque emergere alcuna distinzione tra le due tipologie, né essere ipotizzata la necessità di una frequenza integrale ai laboratori.

E qui che nasce l’impasse: in linea generale – infatti – nei bandi pubblici ogni vincolo aggiuntivo deve essere esplicitato chiaramente, e qualsiasi interpretazione più restrittiva introdotta successivamente rischia di superare” quanto previsto in partenza.

Perché lo “zero per cento” appare irrealistico

L’equivoco probabilmente nasce dalle caratteristiche delle attività pratiche: di fatto i laboratori avvengono esclusivamente in modalità sincrona, con lavori di gruppo, simulazioni e interazione attiva.

È vero pertanto che “saltare” un laboratorio può risultare più complesso da un punto di vista operativo, ma questo non si traduce automaticamente in un obbligo normativo: il limite del 10% sembra comunque riguardare l’intero monte ore.

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Affidamento dei corsisti e ruolo delle organizzazioni sindacali

Va considerato anche l’aspetto del cosiddetto “affidamento”: migliaia di docenti hanno scelto di iscriversi basandosi sul testo ufficiale, che suggerisce – appunto – un 10% di assenze complessive.

Modificare qualcosa a posteriori rischierebbe di porsi in contrasto con il principio di correttezza amministrativa, e dunque risulta improbabile pensare che le rappresentanze sindacali possano restare passive di fronte ad un eventuale divieto capace di impattare con forza sulla sostenibilità del percorso stesso.

Abbiamo chiesto all’AI di esaminare la questione delle assenze nei laboratori del TFA INDIRE. Il suo feedback prova a dare una risposta chiara su:

  • ciò che è riportato nel bando
  • la differenza tra norme scritte e gestione pratica
  • come interpretare il limite del 10%

Se vuoi leggere l’analisi dettagliata ti sarà sufficiente premere il pulsante “Segui” sulla nostra pagina Facebook, dopodiché potrai procedere con il download…

Assenze nei laboratori: si confida non ci saranno sorprese

Al momento non sembrano insomma emergere indicazioni utili ad affermare che nei laboratori sia imposto uno “zero per cento” di assenze: come già detto, il quadro normativo suggerisce un limite complessivo del 10% sul totale delle attività, e qualsiasi interpretazione più “riduttiva” dovrebbe essere valutata con grande attenzione.

In conclusione, confidiamo che INDIRE continui a gestire l’impegno con la consueta chiarezza, permettendo a tutti di organizzare al meglio il proprio iter di specializzazione.

SENEX

© Senex 2026 – Riproduzione riservata


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    E’ possibile che venga imposto un obbligo di frequenza integrale nei laboratori TFA INDIRE senza contemplare alcuna flessibilità?
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